Archivi tag: maternità

Nutty Molly

Standard

Da quando ho figli e la mia vita è incasinata e folle e vado sempre di fretta e non ho mai il tempo per mettere neanche le virgole mi sembra che tutto vada veloce che le giornate si sovrappongano le une alle altre che non ci sia mai un momento di respiro di riposo di consapevolezza del qui e ora già il vecchio Einstein lo disse per il tempo ci sono più misure e io ho come un vago ricordo di cosa voglia dire fermarsi sul divano a leggere un libro e assaporare una tazza di qualcosa o un bicchiere di vino perché sì io sono più da calice di vino da sorseggiare e letture sul divano e copertina sulle gambe e tutte queste cose qui ma adesso nisba non si può e che ci possiamo fare ma non mi lamento signora mia anche se non ci sono più le mezze stagioni e se stava mejo quanno se stava peggio e me lo ricordo ancora quel ragazzo a Gibilterra e il gelsomino e le ragazze andaluse e il muretto moresco e il ferry per Algeciras e io dissi sì sì, io dissi sì sì lo farò sì che lo farò.

Un giorno lo farò: mi riposerò, giuro.

(Sent from iPhone)

Tirando le somme…

Standard

Da quando sono diventata madre la mia vita sociale si è ridotta a quasi zero. Non ci sono nonni che ci possano dare una mano (la mia famiglia poi è in Spagna). I miei bambini frequentano il nido da quando hanno 10 mesi, nei nostri orari di lavoro. Anzi, io ora lavoro in regime di part time (nel mio lavoro da impiegata all’Instituto Cervantes di Roma) per permettermi di andare a prenderli a scuola e di prendermi cura di loro nel pomeriggio. Ho smesso di lavorare come traduttrice e interprete, e anche le attività di docenza dello spagnolo ad adulti sono state sospese (ho ripreso solo pochi mesi fa, con corsi per bambini). In serata e spesso anche nel cuore della notte studio e lavoro (per la mia ricerca di dottorato e anche per Meblis). Insieme a mio marito abbiamo deciso di non affidarci a babysitter. Vogliamo crescere noi i nostri figli, non vogliamo vederli in serata, quando siamo tutti stanchi, e non vogliamo neppure perderci le loro piccole grandi conquiste. Sappiamo bene che non tutti possono scegliere, ma noi abbiamo avuto questa grande possibilità e l’abbiamo sfruttata. Non solo: era importante che stessero con me nel pomeriggio non “solo” per il discorso affettivo e di cure materne, ma per apprendere bene la mia lingua. Loro passano di media sette ore al giorno esposti allo spagnolo (quattro ore da soli con me e poi il tempo in comune tutti insieme con il papà). I risultati, difatti, si vedono. Sono bambini sereni, con un rapporto che oso definire salutare con entrambi i genitori e con entrambe le lingue. Non hanno avuto episodi di rifiuto o di difficoltà verso nessuna delle loro lingue, e credo che il fatto di vivere quasi al cinquanta per cento in una lingua e poi in un’altra abbia contribuito non poco.

Leggi il resto di questa voce